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DAL 1878 LA VERA

TORTA PARADISO

BENVENUTO

NEL DOLCE MONDO DELLA

PASTICCERIA VIGONI

Gentile visitatore benvenuto nel dolce mondo della pasticceria Vigoni: dal 1878 al servizio dei golosi.

Questo sito è stato creato per spiegare il significato di pasticceria Vigoni che, oltre ad essere la più antica pasticceria di Pavia tutt’ora esistente, vuole anche essere simbolo di grandissima qualità a 360° nel campo enogastronomico, sia dolce che salato.

Inoltre clienti e curiosi potranno trovare all’interno del sito la storia della pasticceria e tutti gli aggiornamenti su eventi gastronomici e culturali che avranno come sede una delle pasticcerie.

E’ infine disponibile la possibilità di acquistare online i nostri prodotti nella sezione “Shop”.

News ed Eventi

Siamo quasi pronti con il Panettone!

Dal 30/11 ci siamo, primi panettoni in vendita!


In attesa che siano sfornati i primi panettoni vi introduciamo al prodotto con alcuni cenni storici, che ai fratelli Milanesi farà non poca invidia... PAVIA Dopo aver sottratto ai genovesi, l’onore delle ceneri di Cristoforo Colombo, i pavesi ora attaccano i milanesi, come ai tempi di Papi e Imperatori. Attacco al cuore: «Il panettone è nato a Pavia». Il risorgimento gastronomico di San Siro è una chicca che regala ai pavesi, Angelo Stella, docente universitario di classe alta, cultore delle belle lettere, ma anche collezionista di dettagli culturali che possono cambiare persino la storia della cucina. Se si dicesse, ad esempio ai milanesi che il panettone non è roba loro? Angelo Stella lo dice. E lo scrive, con garbo e astuzia. Lo scoop è, infatti, in un post scriptum ad una ricca recensione del libro di Cesare Angelini Belvento di Romagna . Con leggerezza, Stella annota a margine di tutto: «Nelle vigilie del Natale (di necessità per lui erano molte) Angelini offriva ai suoi borromaici una fetta di panettone». Si parte adagio. La scena è quella dell’Almo Collegio Borromeo (che proprio quest’anno festeggia i suoi 450 anni). Cesare Angelini, rettore del collegio principe pavese (primato condiviso e conteso con il Ghislieri), invitava, dunque, i suoi studenti a raddolcirsi il palato con il panettone. Quello sfornato a Milano dai Motta o dagli Alemagna o da qualche forno pasticcere in Pavia? No. Ed è qui che il professor Stella arma l’orgoglio pavese con una noterella decisamente esplosiva. «Forse (sempre Angelini) aveva trovato, frugando nell’archivio, nell’Anno Santo 1600 la ricetta, forse la prima, del futuro panettone». L’uso dei «forse» è solo un accorgimento per rendere più pirica la scoperta. Che è questa: il grande Cesare Angelini, fine esegeta del Manzoni, aveva rintracciato, nelle sue peregrinazioni tra le antiche carte del collegio, una bomba storico-culinaria. La ricetta del panettone. Ma che non chiamavasi panettone bensì «pane grosso». Pani, grossi e dolci. Ovvero il «Pane di Natale», il padre di tutti i panettoni. «Speciarie onze 6 a soldi 6 denari 6 per il pane di Natale». Dopo aver deciso quanto spendere, l’economo borromaico descriveva anche la ricetta per «far 13 pani grossi per dar alli scolari il giorno di Natale». Ovvero: «Buttero (il burro), libre 3. Ughetta (l’uvetta) libre 2. Speice (le spezie) onze 5». Un bel mangiare. «E ne avevamo bisogno - annota Angelo Stella - perchè al Borromeo si digiunava spesso in ottemperanza al calendario liturgico. Ma quando era il momento di mangiare, non lesinavano sforzi». A Natale il pane diventava dolce e grosso. Panettone. Nato a Pavia. E si torna al punto di partenza. Chi lo dice adesso ai milanesi? Angelo Stella  in un articolo della Provincia Pavese. La Pasticceria Vigoni vuole inoltre rimarcare il messaggio fondamentale del regalo del panettone: in questo prodotto spiccano tre elementi che lo arricchiscono: l’uvetta, l’arancia ed il cedro canditi, che vogliono rispettivamente augurare ricchezza, salute e amore.

News ed Eventi

La nobile tradizione del Visconteo


Dopo il classico panettone Natalizio e la Veneziana di capodanno lasciati tentare dal Visconteo, dolce della tradizione Pavese, in pasta lievitata con albicocca candita e glassa allo zucchero al velo. All'epoca dei Visconti,  intorno al XV/XVI, stava prendendo piede la canditura come metodo di conservazione della frutta, tecnica usata già da antiche culture orientali e mesopotamiche ed arrivate in Italia attraverso gli Arabi ed i mercanti Veneziani e Genovesi. Grazie all'utilizzo di questi frutti così lavorati, quasi come spezie, nacquero dolci della tradizione come il panettone e la colomba, come la vediamo al giorno d'oggi. Il Visconteo si distingue per l'utilizzo dell'albicocca, frutto che, insieme alla pesca, veniva considerato una vera chicca sulle tavole nobiliari medioevali per via della sua aura esotica data dalla provenienza da terre lontane. Originariamente il Visconteo aveva la forma cilindrica del panettone e la glassa di zucchero faceva delle punte attorno sulle quali, nella giusta fase di cottura, il maestro pasticcere vi aggiungeva delle palline, cosicchè la sommità del dolce finito assomigliasse ad una corona. Oggi viene riproposto in chiave moderna a forma di bauletto e tra poco sarà anche disponibile nella sua originale confezione.

News ed Eventi

Dottore! Festeggia con noi la tua laurea


Festeggia con noi la tua laurea! Svariate proposte per aperitivi rinforzati, con o senza piatti caldi, focacce, pizze, dolci e torte di laurea, tutto personalizzabile. Possibilità di arricchire il buffet con piccole bomboniere.

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